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sabato 16 dicembre 2017
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'Uniti nella Diversità': l'Europa della Pace alla Scuola Media 'Verjus' di Oleggio

Al rientro dalle vacanze pasquali, l’11 aprile, un gruppo di alunni della Scuola Media di Oleggio ha incontrato la prof.ssa Maria Adele Garavaglia, docente presso l’Istituto “Mossotti” di Novara, esperta ed appassionata conoscitrice dell’Europa del passato e del presente, intensa e convinta sostenitrice dell’Europa del futuro.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Napapiiri Onlus di Novara con il contributo della Regione Piemonte, è la prima dedicata alle scuole secondarie inferiori tra le tante in programma  nell’ambito del progetto “Foro della Cultura Europea”.
Altre seguiranno in altri istituti della provincia, insieme ad eventi musicali  e di carattere sportivo aperte ad un pubblico più vasto.
Il messaggio forte che la relatrice ha voluto portare ai “giovani cittadini europei” di oggi, che saranno protagonisti del domani della nostra Comunità, è stata essenzialmente una voce di pace: dopo tanti tentativi che nel passato i popoli hanno fatto per unificare stati ed imperi attraverso le guerre, finalmente con coraggio 50 anni fa è cominciato il difficile , ma certamente premiante, cammino dell’unificazione attraverso la pace. L’idea di Europa che nel 1950 è nata da due menti apparentemente così diverse, ma invece così vicine, l’industriale Jean Monnet e il politico Robert Shuman, era quella di Paesi diversi, autonomi, unici ma insieme tesi alla costruzione di un equilibrio non più basato sull’egemonia politica ma sulla cooperazione e sullo sforzo creativo. Gli obiettivi, inizialmente economici, volti a dare ai cittadini europei una certezza economica, senza la quale non è pensabile di costruire la pace, si sono via via trasformati ed arricchiti. Sempre nuove iniziative di carattere sociale e culturale nascono da quella creatività tanto auspicata. Il piccolo nucleo di sei paesi si allarga, lentamente ma con sicurezza e una delle preoccupazioni di chi già gode della “cittadinanza europea” è quella di garantire che ogni nuova stella che si aggiunge alla bandiera sia segno che il paese che essa rappresenta abbia la forza e gli strumenti per sostenere e per godere non solo dei vantaggi economici, ma anche delle ricchezze di ideali di cui quella bandiera è simbolo.
Molta strada è stata percorsa da quel lontano 9 maggio, quando l’idea grande di Monnet e Shuman ha cominciato a camminare, molti traguardi sono stati raggiunti, alcuni errori sono anche stati fatti; durante questo incontro la relatrice ha passato un ideale testimone a questi nuovi cittadini: l’Europa non è lontana, comincia nella nostra città, nella nostra provincia, nella nostra regione, nel nostro Paese e… con loro andrà sempre più lontano!
                                                                                                                   a.c.



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