torna alla hometorna alla hometorna alla home
sabato 16 dicembre 2017
chi siamomappa del sitoeventireportsechi di cronacanews on-linecontattinewsletter
Sei in: Reports
Reports
FORO DELLA CULTURA EUROPEA - Presentazione del progetto - Fabrizio Filiberti

Nel delineare il progetto, vorrei sottolineare che si tratta, per il Liceo “Brocca” di Gozzano, di una occasione e di una sfida.
Di una occasione rilevante che nasce dallo stimolo della Associazione di Novara Napapiiri Onlus, alla quale alcuni nostri docenti partecipano, che si occupa di promozione del territorio piemontese, e della provincia di Novara in particolare, in Europa. Territorio non sempre valorizzato sufficientemente, dal punto di vista turistico e culturale, a dispetto della bellezza e della ricchezza di cui esso dispone. Promozione, al contempo, del senso di cittadinanza europea, del sentirsi in relazione con mondi diversi e vicini, comuni. L’intuizione, è stata quella che ciò si costruisce, in specie in questo frangente storico, a partire dalle nuove generazioni, dai giovani, attraverso non solo l’istruzione quanto la condivisione di valori, di interessi concreti che intessono le forme del vivere, e che per ciò stesso, collegano alla vita dei pari in Europa.
Di una sfida si tratta, si diceva, che impone al nostro Istituto un orizzonte più ampio di progettazione. A livello didattico, in prima battuta: l’Unione Europea come tema strutturante il cammino formativo alla cittadinanza. A livello di rete scolastica: la messa in connessione del liceo con realtà scolastiche diverse, sia in associazione creativa di iniziative, sia – ed è già in corso – di contemporaneità operativa. L’ambizione è quella di divenire – nel tempo – polo di riferimento nell’educazione all’Europa, fulcro di esperienze e di risorse (una biblioteca tematica territoriale), strumento di messa in rete di materiali specifici.
L’occasione e la sfida vedono una prima parziale realizzazione. Il progetto, sostenuto dalla Regione Piemonte e patrocinato nelle sue diverse occasioni da enti territoriali (Provincia di Novara, Comune di Gozzano, Comune di Invorio, Comune di Paruzzaro ecc.) nonché da enti ed associazioni del territorio (come, per questa serata, la Biblioteca comunale di Invorio, la Nuova Filarmonica Invoriese), nasce ad anno scolastico iniziato e prevede la chiusura della prima fase entro la fine di maggio. Non nascondiamo quindi i limiti in cui esso si muove, senza per ciò non vedere le potenzialità nel tempo che si prospettano e che ci hanno convinto ad innescarlo.
Abbiamo cercato di prefigurare alcuni obiettivi, dare alcuni segnali, a noi stessi e al territorio, scanditi da alcuni nodi strutturali in cui il progetto si articola.
 
A)    pensare l’Europa
 
In questo ambito si inseriscono gli iniziali approcci ai valori ed alle realtà che costituiscono l’Europa.
Il percorso itinerante – realizzato in alcuni licei della Provincia – affidato al filosofo prof. Alberto Peretti, centrato sulle “sorgenti” del pensare e sentire l’Europa. Per le Scuole Medie Inferiori, l’introduzione alla storia e alle istituzioni europee a cura della Prof. Maria Adele Garavaglia. Due interventi che sono già attuazione di una piccola “rete” di rapporti tra scuole e di messa in comune di iniziative che, ci auguriamo, potranno avere un seguito più strutturato.
 
B)     promuovere il territorio in Europa
 
Collocherei qui l’intervento già realizzato dal prof. Franco Adamo presso la Facoltà di Economia dell’Università “Avogadro” di Novara, lo scorso 15 marzo, dedicato a “Le prospettive di sviluppo del Piemonte nell’economia europea”, segno di una capacità di relazione con mondi formativi di livello.
Soprattutto, collocherei la realizzazione – a cura della Onlus – del sito http://www.napapiiri.org/. Uno strumento, un patrimonio acquisito, che può essere specchio delle molteplici realtà ed attività del Piemonte e della Provincia. La competenza gestionale del sito è della Associazione ma esso offre una grande risorsa agli istituti scolastici che aderiranno al nostro progetto, in specie al liceo linguistico, in quanto una pagina del sito è direttamente affidata alla cura degli istituti scolastici. Essa potrà
·            stimolare la creatività didattica dei docenti e degli studenti, producendo materiali e documenti in lingua, funzionali ad una realtà effettiva (e non solo esercitazione virtuale), capace di servire e mostrarsi; una sorta di stage on line;
·            stimolare la costruzione di relazioni, scambi, viaggi studio, lavorativi e di vacanza tra paesi e tra giovani.
·            divenire strumento capace di offrire un “di più” operativo e strategico, le cui potenzialità deriveranno più dall’utilizzo creativo da parte degli stessi giovani che dalle nostre previsioni.
 
C)    riconoscersi europei
 
E’ forse la dimensione più ambiziosa, quella che dovrebbe saldare pensare, agire ed essere- L’Europa è il nostro destino: 500 milioni di persone che stanno unendosi nella libertà e nella pace. Un “miracolo” unico nel mondo che al mondo, ancora così in frantumi, si propone come cammino possibile, per quanto difficoltoso.
Credo vi siano diverse modalità di partecipazione ad una identità culturale, la quale “agisce” in molteplici atteggiamenti e campi della vita. Emblematicamente ne sottolineo tre, a riguardo soprattutto del mondo dei giovani.
 
1.              sport: è uno spazio complesso, difficile, in prima battuta, da connettere con l’Europa. E’ un mondo che presta attenzione da un lato, alla crescita di modalità di aggregazione e di competizione positive, capaci di instillare spirito di dedizione e sacrificio; dall’altro, un mondo soggetto sovente a perdita di riferimenti morali e a violenze sulle quali i nostri alunni si sono recentemente interrogati colloquiando con Gianni Mura, importante giornalista del “La Repubblica”: ha stupito anche me, poco avvezzo ai temi sportivi, l’ampiezza di orizzonti suscitata dalle domande dei ragazzi.
2.              musica: è l’atmosfera che unisce i popoli, forse più di altre idee e parole. E’ già la ricerca e l’esperienza di un’armonia dei diversi, possibile, simbolo sinfonico di uno stile di vita. Non solo esecuzione tecnica – che comunque ascolteremo – ma partecipazione a mondi che si esprimono. La musica è luogo dove si impara a stare insieme: così, nel canto corale esercitato dal coro del nostro liceo e poi da quello della scuola media “Giovanni XXIII” di Arona che concluderà emblematicamente il progetto di quest’anno nel concerto del 12 maggio ad Arona.
3.              accanto ai due luoghi quasi “fisici” di riconoscimento, c’è un terzo luogo “ideale” che mi preme richiamare, e che dovrebbe costituire l’obiettivo e il metodo stesso di ogni attività. E’ l’emergere della coscienza critica dei nostri alunni quale patrimonio “proprio” della identità europea. Non dico patrimonio esclusivo, ma proprio per origine e tradizione di quell’Occidente (occasum) che dice sì il “luogo del tramonto”, ma non del declino. L’Occidente è il luogo in cui ogni cosa, ogni pensiero, ogni idea, ogni forma di vita è consapevole del proprio mettersi in discussione nell’incontro con l’altro e la storia. Questa criticità di se stessi è l’autentica forza dell’Occidente e dell’Europa che istituzionalmente l’incarna.
 
Non è cedimento accomodante della propria identità, dire che tutto ha una sua relatività: è anzi, sostenere che la propria assolutezza, la propria identità va conquistata ogni giorno, perché è, piuttosto, consapevolezza che si costruisce da sempre nell’unione di diversità. Grecia e Bibbia, dice Emmanuel Levinas, sono l’Europa, due mondi che solo convergendo hanno prodotto l’Europa.
Nel convergere nella stessa casa comune di popoli diversi e per lungo tempo separati, si sperimentano sulla pelle dissomiglianze e somiglianze reciproche. Ma questo è il nostro destino.
Paul Ricoeur, uno dei più grandi filosofi del ‘900 recentemente scomparso, evoca un processo di composizione di tale identità/alterità che mi preme richiamare. Lo sviluppa sul parametro “linguistico” che è stato oggetto di alcuni suoi studi. Tre esigenze possono offrirci un cammino praticabile:
 
·            traduzione: più lingue sono traducibili perché depositano in loro un senso comune. Ciò chiede, però, che si conoscano due lingue, che ci si sforzi di mediarne gli orizzonti di senso, sapendo che nel tradurre c’è sempre il rischio di “tradire”. Si tratta, quindi, di imparare la lingua, la cultura dell’altro al meglio;
·            scambio di memorie: nella narrazione, in una storia, l’identità dei personaggi si offre e si genera nell’intreccio dei rapporti e della trama. Li capisco, mi rapporto a loro, nelle relazioni. Ovvero, ci si definisce e ci si arricchisce assumendo, ascoltando le storie degli altri. E’ qui che si genera la tradizione comune, si definisce ciò che accomuna, l’umanità condivisa;
·            perdono: è la forma di revisione di quel passato che è stato fonte di sofferenza subita e inflitta. Ci sono situazioni storiche dalle quali si può uscire andando oltre la giustizia, attivando prassi di riconciliazione e perdono. Il perdono eccede il politico, il diritto, appartiene all’ordine della carità, alla creatività dell’agire.
 
Le cose migliori fruttificano nell’incrocio delle genti e delle culture che viaggiano nella storia. Ecco perché l’icona di un musicista viaggiatore come Mozart bene introduce il nostro lavoro. Ha dato molto alla musica perché ha saputo assimilare le ricchezze incontrate. Concludo, perciò, con le parole di un grande teologo del ‘900, Karl Barth: “Debbo confessare che se dovessi mai giungere in Paradiso, domanderei anzitutto di Mozart, e soltanto dopo cercherei Agostino e Tommaso…”.



Torna alla lista dei reports
 
 
Web Agency, Sviluppo Mobile, Servizi Cloud, Social Marketing