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Da il 'Corriere di Novara' Lunedì 4 Febbraio 2008

Al Convitto “Carlo Alberto” conferenza del filosofo Alberto Peretti
 
“Costruire un’identità democratica europea già sui banchi di scuola”
 
Il confine e la frontiera come concetti alla base della nostra identità democratica europea: questo il tema dell’incontro che si è svolto nella mattinata del 28 gennaio al Convitto Nazionale “Carlo Alberto” di Novara. “L’iniziativa – come ci ha spiegato il Dirigente Scolastico dell’istituto ospitante, professor Mauro Verzeroli – fa parte di un ciclo di conferenze organizzate per avvicinare i ragazzi delle superiori ai valori fondanti l’identità europea. Oggi sono presenti le classi quinte del Liceo Scientifico  del Convitto e dell’Istituto Tecnico Omar. Questi incontri sono frutto di un accordo di rete tra varie scuole di Novara e sono stati resi possibili grazie ai contributi della Regione Piemonte. E’ importante che i giovani si rendano conto della dimensione europea in cui viviamo sia dal punto di vista teorico, ed è questo lo scopo dell’intervento odierno, sia da quello pratico, perché possano conoscere le varie possibilità di scambio, lavoro e stage in Europa”.
“I ragazzi sono sempre molto interessati – ha commentato prima dell’inizio del suo intervento il relatore, il filosofo Alberto Peretti che per il secondo anno tiene questi incontri nelle scuole organizzati dall’Associazione di promozione culturale Napapiiri Onlus di Novara – anche quelli che, provenendo da istituti tecnici, non posseggono una formazione umanistica”.
Il suo discorso si è quindi concentrato sulla spiegazione dei concetti di confine e di frontiera partendo dalla civiltà ateniese del 450-400 a.C.: “I Greci hanno dato un apporto fondamentale allo sviluppo della società umana – ha sottolineato – poiché inventando uno spazio vuoto come l’agora, la piazza all’interno della città, hanno creato un luogo dove le persone possono commerciare ma soprattutto incontrarsi, scambiare le idee, dialogare, insomma il luogo della democrazia che è principalmente partecipazione”.
Ma allora cos’è il confine? “E’ semplicemente una linea di divisione tra due luoghi fisici o mentali, mentre la frontiera è una linea che si dilata, è uno spazio di mezzo dove è possibile incontrarsi e si creano continuamente nuove cose, è ciò che permette di rimediare all’entropia, al disordine attraverso il confronto ed il dialogo tra gli uomini. Certo bisogna mettersi in gioco, non sempre è facile; ma riconoscere la prospettiva altrui e comunicare la nostra è la vera libertà. Non si è liberi da soli. Il vero nemico della democrazia poi è l’anarchia, è il chissenefrega, lo sbadiglio che porta solo tragedie e pericolosa stupidità”. Per fare un esempio ha parlato proprio della tragedia greca con protagonista Antigone che, trasgredendo all’editto del re di Tebe Creonte di non seppellire il fratello, lo fa lo stesso andando incontro alla pena di morte. “Sia Creonte sia Antigone sono allo stesso tempo in ragione ed in torto – ha infine spiegato Peretti –perché anche se il primo si è attenuto alle leggi dello Stato e la seconda a quelle dell’animo, non hanno però compiuto un passo fondamentale: quello di considerare la posizione dell’altro e di cercare di dialogare per trovare insieme una soluzione”.
 
 
 
                                                        Valentina Sermenghi



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